Il cassetto

imageQuel cassetto che osservi quasi con quel “timor reverentiae” (che forse non esiste più, solo perché nessuno ne capisce più il senso).
Quando ti aggiri per la stanza, hai quasi paura di sfiorarlo, come se potesse aprirsi così, all’improvviso, e lasciar volar via una parte segreta di te.
È da tempo che non osi più sbirciarci dentro, per la temuta probabilità che, una volta aperto, non sia più possibile chiuderlo.
Contiene troppi sogni che, con forzata delicatezza, hai cacciato lì dentro, gli ultimi pensieri rotti dalla guida del cassetto che faticava a scorrere.
Emozioni, parole, sentimenti, frammenti di un tutto che resiste al tempo, protetto dalla polvere che potrebbe nascondere questi granelli di vita per sempre.
Uno spazio ristretto- pensi tra te- ma che accarezza l’Infinito.

È tempo di svelare ciò che è stato a lungo nascosto.
Ti avvicini e, con mano titubante, ti riappropri di una parte di te.

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2 risposte a "Il cassetto"

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