Lacerazione

La delusione in gola mi soffoca il pensiero solo ragnatele di vento imprigionate in labirinti tetri di vuoto. Immobile mentre un’onda scavalca la parte invisibile di me. Lacerato, senza vita calpesto filamenti di me. Annunci

Non ho bisogno

Non ho bisogno del silenzio. Ho bisogno del crepitio del ruscello e dello scorrere del fuoco tra le passioni alate che tutto racchiudono in un battito di ciglio. Ho bisogno della musica che invada i confini di un eterno cuore che rispondere non seppe ad una bocca muta.

Delusione

Sono delusione derisa determinazione deviata, dondolio di pensieri appesi, appiccicati, appartati. Sono distanza di un vuoto che più non ritrovo. Sono derisione delusa da sfumature sfalsate. Sono imbuto di ingorde voragini. Senza senso aspetto che il tempo mi inghiotta.

Nudo

Qualcosa si è strappato maglie irrimediabilmente allargate, un vestito che non posso più indossare. Nudo l’inganno sotto i piedi vorace mastico parti di me a nulla varrebbe ricominciare, il peso mi assale sprofondo mentre la sabbia soffoca i miei desideri.

Elemosina superflua

Tra le elemosine del nostro superfluo ritrovo la schiuma della mia ingordigia. Vanto percorsi amari lasciati seccare all’imbrunire della mia giovinezza. Riciclo meditazioni di coraggiosa polvere tra le urla rabbiose della mia innocua sconfitta

Il tepore dei sogni

  La dolcezza degli ultimi raggi mi invade, sogni riscaldati dal tepore di un vento che scuote la mia indecisione. Nell’attesa della tua temerarietà, raccolgo profumi di vita tra filamenti di stelle che coronano l’apocalisse dei miei sogni.

Merito

Merito le scorie espulse dalla vostra mediocre intelligenza. Merito gli scarti di un indicibile futuro. Merito l’abisso della mia stessa debolezza mentre vigliacco lascio che il mondo scavi il mio feretro, nell’ingiustizia di un respiro che solo ora all’improvviso, in un inaspettato squarcio di luce, comprendo di meritare.

Mostri

Mostri alati mi invadono l’anima curiosi strappano filamenti di me spavaldi pervadono la mia oscurità. In un giorno qualunque perdo particelle di me nell’inconsistenza malvagia del mondo.

Note di vento

Note di vento imprigionate stridono graffiando il cielo di irrequieta rabbia. Suoni di luce bruciano terre segnate da insensata mestizia. Briciole di arcobaleno e morsi di nebbia nascondono i solchi di un’antica devastazione.

Ho perso

Ho perso. Osservo sulla scacchiera le mosse non pensate. L’indecisione come una macchia oscura le possibilità. Ho perso. Osservo sulla scacchiera le contromosse non fermate. L’indifferenza come un graffio incide le opportunità. Ho perso. Osservo una scacchiera vuota abbandonata trafitta dalla delusione di aver lasciato che il compromesso vincesse la partita.